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Azienda Ospedaliera
"Istituti Ospitalieri di Verona"
Sede legale:
p.le A. Stefani, 1
37126 Verona
Centralino 045 8071111

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polipressdigital.com

rassegna stampa
21-5-2004
L'Arena
Dopo anni di polemiche, di scontri politici e anche istituzionali sulla sua opportunità, ieri il direttore generale Alberti ha dato avvio alla megaristrutturazione
Borgo Trento, via libera al maxi-cantiere
Firmato il contratto di appalto tra l’Azienda ospedaliera e l’impresa Bonatti. Lavori in estate
«Con questa firma garantiamo un futuro alla sanità e agli ospedali veronesi: i lavori saranno un volàno importante per l’intero sistema medico veronese». Valerio Alberti, direttore generale dell’Azienda ospedaliera, parla mentre firma un pacco di carte: è il contratto di appalto con il quale vengono consegnati all’impresa Bonatti di Parma (capogruppo dell’associazione con Grossi & Speier e Gavazzi) i lavori per la ristrutturazione dell’ospedale di Borgo Trento e la costruzione del nuovo polo chirurgico. Al suo fianco, il direttore generale ha l’ingegner Paolo Ghirelli, presidente della Bonatti spa, che controfirma il contratto, pagina dopo pagina: «Ci rendiamo conto», dice Ghirelli, «che affrontiamo un progetto complesso: creare un’opera nuova in un ospedale che continuerà a funzionare. Qui non ci sono solo obbligazioni contrattuali: ci rendiamo conto che ci sono obbligazioni sociali, nei confronti della popolazione medica e della città». «Avrete tutti gli occhi puntati su di voi, e i dipendenti di questa azienda ospedaliera sono 5 mila 200» sottolinea Alberti. TRA UN MESE IL CANTIERE. Dopo anni di polemiche, di scontri politici e anche istituzionali sulla opportunità o meno di questa megaristrutturazione, da tempo invocata dai medici per avere strutture adeguate, adesso si parte. Tra un mese, poco più, sarà installato il vero e proprio cantiere per rifare l’ospedale di Borgo Trento; saranno necessari circa otto mesi per le opere propedeutiche e poi tre anni per la costruzione del Polo e un altro anno e mezzo per la Piastra dei servizi. La consegna dell’opera insomma, se tutto andrà bene, arriverà tra quattro anni per il Polo, tra sei per l’ospedale completo. I lavori erano stati aggiudicati con gara europea il 7 novembre 2003, ma sono stati necessari alcuni mesi per definire sia i ricorsi di due imprese escluse (le richieste di sospensiva sono state respinte dal Tar) sia per attendere che si chiarisse il terremoto Parmalat, dal momento che Calisto Tanzi, ex patron del gruppo alimentare, possiede alcune quote della Bonatti (vedi box). L’importo della gara era stato di 98 milioni di euro, il ribasso è stato del 14,12 per cento. IL PROGRAMMA. Ma che cosa accade adesso nell’area dell’ospedale di Borgo Trento? Innanzi tutto verranno demoliti gli edifici che si trovano nell’area centrale dove sorgerà il nuovo Polo chirurgico, a metà strada tra il vecchio ospedale civile e il Geriatrico. Le palazzine da abbattere sono quelle dove si trovano la farmacia, la centrale termica e la palazzina della Psichiatria. Soltanto queste strutture del vecchio ospedale saranno abbattute per fare spazio al Polo che sarà realizzato poi su 5 piani scoperti che ospiteranno tre piani di degenze (450 posti letto), un piano per le Rianimazioni e le attività di Day Surgery. La hall d’ingresso ospiterà studi medici e negozi. Nei tre piani seminterrati o interrati troveranno spazio sale di sterilizzazione, spogliatoi per il personale, 32 sale operatorie con annessa Radiologia per i pazienti interni. Al corpo principale del Polo verso l’Adige sarà affiancata la palazzina del Pronto soccorso, collocata alla stessa quota del blocco operatorio e della radiologia con ingresso da lungadige Attiraglio. Al lato del Polo, rivolto invece verso l’ingresso di piazzale Stefani, sarà addossata una nuova palazzina con circa 100 poliambulatori per pazienti esterni, suddivisi in attività mediche e chirurgiche. TRE FASI. In sostanza, quindi, le fasi di realizzazione sono tre: la prima è quella delle opere propedeutiche per realizzare la centrale tecnologica (termica e frigorifera) e cabina elettrica, demolendo l’impianto di depurazione. Serviranno circa otto mesi nei quali verrà ristrutturata l’area economale e sarà creata l’area ecologica. Sorgerà anche, sul lato di via Mameli, dietro la Medicina generale, la centrale per i gas medicali; in questi mesi si procederà anche alla ristrutturazione della rete telefonica. In sostanza, quindi, verranno riqualificati tutti i servizi dell’ospedale civile. Terminata questa fase, saranno avviati i trasferimenti dei reparti dalle strutture che dovranno essere demolite, per ricavare l’area sulla quale sorgerà il nuovo Polo, il Pronto soccorso e i poliambulatori (tre anni di lavori). Terza fase, la piastra servizi sotterranea, collegata alle palazzine laterali. Un altro anno e mezzo. RISORSE FINANZIARIE. Tutte queste tre fasi sono già coperte dai finanziamenti della Regione, pari a 50 milioni di euro previsti dallo Stato per le riqualificazioni ospedaliere, e da 100 milioni di euro della Fondazione Cariverona. Perché il progetto sia completo, però, si dovrà procedere anche alla ristrutturazione dei padiglioni storici, sia sul lato di via Mameli che sul lato dell’Adige: la Regione ha assicurato copertura finanziaria per altri 50 milioni di euro che serviranno anche alla realizzazione di un nuovo parcheggio interno. LUNGADIGE ATTIRAGLIO. L’apertura del cantiere vero e proprio comporterà disagi sia per i dipendenti che per i pazienti che per i residenti, tanto è vero che gli scontri politici e le proposte alternative hanno tenuto banco per mesi. Ora che la strada è imboccata, per programmare gli interventi, studiarne la ricaduta e prevedere soluzioni, è al lavoro una conferenza di servizi della quale fa parte anche il Comune. Poiché l’ingresso del cantiere sarà da lungadige Attiraglio, per alcuni mesi la strada verrà utilizzata, per metà carreggiata, dai camion per portar via i materiali delle demolizioni e degli scavi. Il lungadige, è stato assicurato ieri dall’azienda ospedaliera, non verrà chiuso alla viabilità. PARCHEGGI E CORTE MOLON. Un altro aspetto critico è quello dei parcheggi per i dipendenti, poiché quello attuale, con ingresso da lungadige Attiraglio, non sarà disponibile. «Stiamo valutando con il Comune due aree», ha rivelato ieri il direttore generale Alberti, «la prima è al Saval, vicino alla centrale del teleriscaldamento; la seconda prevede l’utilizzo dell’ex Caserma Martini, dopo ponte Catena. Le procedure in questo caso però sono lunghe e quindi stiamo lavorando su un’ipotesi, transitoria, che prevede di utilizzare l’area di Corte Molon. Il collegamento con l’ospedale verrà garantito da un servizio navetta». (m. batt.)