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rassegna stampa
14-5-2004
L'Arena
In occasione dei cinquant’anni del reparto di Geriatria alla Gran Guardia si svolge il XVI congresso nazionale di specialità
Ospedale sprint per gli anziani
In un anno dimessi 4.800 pazienti e le degenze non durano più di 10 giorni
E’ cominciato ieri e proseguirà fino a domani a domani alla Gran Guardia il XVI Congresso nazionale della Società italiana geriatri ospedalieri (Sigos), che quest’anno ha come titolo «Intensività in geriatria» ed è presieduto dal dottor Luigi Grezzana, primario della Terza Geriatria dell’ospedale di Borgo Trento. Il fatto che questo importante momento di riunione annuale dei maggiori esperti di geriatria internazionali si svolga a Verona non è un caso: compie infatti mezzo secolo la Geriatria scaligera, la cui nascita risale al luglio del 1954, quando il professor Giulio Dolfini fondò la Geriatria nell’ospedale maggiore di Borgo Trento. Certo da allora ad oggi di passi avanti nel campo sia della prevenzione che della cura dei disturbi degli anziani ne sono stati fatti parecchi: come dimostra una «radiografia» del pianeta terza età a Verona oggi, fatta attraverso i dati e le riflessioni di un esperto quale il dottor Grezzana. «Non c’è dubbio che Verona costituisce una realtà particolare non solo nel Veneto ma in tutta Italia: un vero modello per quanto riguarda la situazione della Geriatria», spiega Grezzana. «A confermarlo basta un dato: in un anno dimettiamo dal reparto 4.800 pazienti, che sono evidentemente tutti oltre i 65 anni, ma che molto spesso sono anche ben più anziani. Altro dato che conferma i notevoli progressi ottenuti è la durata delle degenze: la degenza media oggi non supera mai i 10 giorni. Questo significa che l’anziano resta in ospedale solo il tempo strettamente necessario alla cura e poi viene dimesso immediatamente, perché il suo stato torna ad essere di autosufficienza. Il fatto importante è poi che il 95% dei pazienti dimessi rientra a casa, non viene ricoverato in altre strutture o istituti e questo è fondamentale. Vuol dire che la famiglia può tenerlo con sé: è una risposta estremamente significativa dal punto di vista sociale, ma anche molto proficua sotto il profilo della salute dell’anziano». Il dottor Grezzana, pur nei panni ufficiali di presidente del Convegno, dunque impegnato a dibattere gli aspetti più strettamente tecnico-scientifici delle nuove frontiere della Geriatria, non ha comunque mancato di ripetere che per la salute dell’anziano ci sono tre «farmaci» essenziali e tra loro complementari: l’affetti-vità, il movimento e l’autostima. Ora, proprio il fatto che i progressi medici consentano una maggiore rapidità di interventi e la necessità di ricoveri meno lunghi viene vissuto dall’anziano come una conferma e una garanzia della sua efficienza. Ma che cosa determina il Geriatria la qualità del servizio? «La capacità di chi lavora, attraverso un uso intelligente di attrezzature all’avanguardia, di semplificare e scindere nei suoi elementi la complessità di una situazione di sofferenza», risponde Grezzana, spiegando che il geriatra, quando si trova di fronte ad un ricovero, ha sempre a che fare con un’urgenza. Per curare il paziente, deve avere un quadro completo della situazione. A Verona tutto questo lavoro, nel quale l’esperienza gioca un ruolo di primo piano, è aiutato dai 50 anni di lavoro che fanno della nostra Geriatria la più antica d’Italia. Alessandra Galetto