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Il valore etico di ritrovarsi per una causa importante. Questo il leit motiv della serata di beneficenza organizzata venerdì sera nella sala Rossini del Pedrocchi a favore dell'Istituto Oncologico Veneto nell'ambito del progetto Alpe-Adria "Un ponte per la salute" con il patrocinio e la collaborazione della sezione commerciale dell'Ambasciata d'Austria - ufficio di Padova, del Consiglio regionale veneto e del Comune. «Siamo qui perchè un dolore, spesso nascosto, non diventi implacabile ma sia vinto - ha osservato Leonardo Padrin, presidente della V Commissione sanità in Regione - Per curare il cancro il Veneto darà una risposta innovativa che il commissario straordinario dello IOV Adriano Cestrone sta realizzando in modo inarrestabile: un coordinamento in rete per unire la ricerca alla cura, il sapere alla fruibilità del sapere». Lo IOV sarà articolato in quattro sedi di ricerca e assistenza: l'ospedale Busonera di Padova che fungerà da direzione scientifica e amministrativa, l'Azienda ospedaliera di Verona , l'ospedale SS.Giovanni e Paolo di Venezia e l'ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo, aperti a collaborare in modo continuativo o relativamente a singoli progetti con le Aziende sanitarie dotate di unità operative di Oncologia medica o con i centri di eccellenza per i programmi di screening mammografico e citologico individuati dalla Giunta regionale. Per gestire tutto questo, lo IOV potrà contare sull'appoggio di una Fondazione che sta muovendo ora i primi passi: alla cena dell'altra sera hanno partecipato 120 tra imprenditori e sostenitori del progetto. A fare gli onori di casa nella serata di beneficenza - organizzata da Anna Esposito Lanna, Dagmar Winkler Pegoraro, Irma Vezzaro Nizzetto, Pinetta Porrovecchio Butera - il commissario straordinario dello IOV Adriano Cestrone, il direttore scientifico Ermanno Ancora, il responsabile sanitario Daniele Donato. «Dobbiamo investire nella ricerca - ha ammonito Ancona - per sconfiggere un male che fa ancora paura». Federica Cappellato
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